12. Il grande lago invisibile

06.07.2019

Il Professor Green ha chiesto a Capitan Saetta di fare rotta sulla cittadina rurale di Massaki, nel nord del Camerun. La vegetazione intorno al centro abitato è quella caratteristica della savana: terre aride con scarse piogge e temperature molto alte. I nostri amici sono al nord della città e si affacciano sulle rive limacciose del Lago Ciad.

Il Professor Green osserva perplesso la distesa d'acqua di fronte a sé. - "Visto? DI nuovo nel cuore dell'Africa. Sai dove siamo? Ci troviamo nella parte nord del Camerun, sulle sponde del lago Ciad."

"Si, si... ho visto la mappa. Però, grande questo lago." - commenta Capitan Saetta.

"Grande? Quello che vedi non è niente a confronto del lago che avresti ammirato cinquant'anni fa."

"Perché, era molto più grande?"

"Puoi dirlo forte. Sai, ventimila anni fa qui, nel centro dell'Africa, si trovava un mare interno che copriva trecentomila chilometri quadrati di superficie, quanto la grandezza dell'Italia. Nel corso dei secoli il mare si è gradualmente ritirato, fino a formare un immenso lago che ha caratteristiche particolarissime perché è poco profondo, al massimo 7 metri, e diventa più grande o più piccolo a seconda di quanto piove e quanto fa caldo. Comunque, nella stagione delle piogge era grande più o meno 25 mila chilometri quadrati."

"Si Professore, va bene ma sa... io con i numeri non sono proprio a mio agio. Tutte queste cifre....".

"OK testone. Allora ti basti sapere che dal 1960 l'acqua del lago Ciad ha cominciato a ridursi in modo drammatico. I fiumi Chari, proveniente da sudest, e Komadugu Yobe, proveniente da ovest, lo alimentano sempre meno, tanto che lo specchio d'acqua sta lentamente scomparendo. Nella stagione secca la superficie scende sotto i duemila chilometri quadrati e il lago, rispetto a quello che era un tempo, diventa un pozzangherone circondato di fango."

"E la gente che vive qui intorno come se la cava?"

"Come vuoi che se la cavi....la riduzione del livello delle acque del lago mette a rischio la sopravvivenza di trenta milioni di persone perché le attività economiche della regione, comprese quelle di Massaki, dipendono tutte dal bacino: pesca, allevamento e agricoltura..."

"Ma è drammatico! Chi si è fregato l'acqua del lago Ciad e dei fiumi che dovrebbero alimentarlo? Fuori i nomi! Vado a prenderli e li sbatto su Saturno!"

"No, no lascia perdere, dai... il fatto è che non c'è un vero e proprio colpevole, o meglio, ce ne sono tanti! Le cause della scomparsa del lago sono sia il fenomeno del riscaldamento globale sia l'uso intensivo delle acque per l'industria e l'agricoltura, in particolare l'irrigazione delle nuove coltivazioni di riso. Secondo uno studio della Commissione del bacino del lago Ciad, creata nel 1964, per salvare il lago sarebbe indispensabile deviare le acque del fiume Ubangui con un canale artificiale. Ma il progetto costa centinaia di milioni di dollari, una cifra irraggiungibile per tutti i paesi della regione, anche se è meno di quanto spendiamo in Italia per giocare a Gratta e Vinci per un anno...." 

I nostri amici si trattengono ancora un po' ad osservare sconcertati uno specchio d'acqua morente che una volta fu un lago maestoso. Poi, un po' demoralizzati, riprendono l'astronave e fanno ritorno in Italia, al laboratorio del Professor Green.

E' sera inoltrata e, nello studio del Professor Green, Capitan Saetta riflette a voce alta. - "Sono ancora sotto shock per la quasi scomparsa di un lago così immenso."

"Sono trent'anni che seguo le sorti del lago Ciad" - gli risponde il Professor Green - "e non hai idea di come io mi senta impotente e frustrato davanti a questa catastrofe. Il fatto è che la scomparsa dell'acqua mette a rischio l'esistenza di milioni di persone."

"Questo è davvero un problema serio, Professore."

"Sai Capitano, da diversi anni ormai i ghiacciai, che alimentano i fiumi durante la stagione secca, si stanno sciogliendo sempre più rapidamente, col risultato che si riduce anche la portata d'acqua di questi fiumi. Inoltre, le piogge diventano meno frequenti e il fenomeno dell'evaporazione aumenta."

"Brutta situazione!"

"Pensa che in certe zone della Terra, in particolar modo in Africa, ogni abitante ha a disposizione meno di 500 metri cubi di acqua all'anno, quando ne servirebbero almeno 1700 per vivere una vita dignitosa. 400 milioni di bambini continuano a vivere in condizioni di penuria idrica, e quando questo avviene, in molti casi spetta alle donne e soprattutto alle bambine, il compito di attingere e trasportare l'acqua, magari per molti chilometri sotto il sole, con grande fatica e dovendo rinunciare a frequentare la scuola."

"D'accordo, questo in Africa... ma da queste parti?"

"Ahhh... anche i Paesi del mediterraneo, che a loro volta subiranno aumenti continui della temperatura media, dovranno fare i conti con le riserve d'acqua disponibili. Ti ricordi il nostro viaggio in Spagna? Anche qui da noi la situazione non è confortante. Pensa che una delle nazioni più esposte è proprio l'Italia! Da queste parti una grande quantità di acqua viene letteralmente sprecata, perché le tubature e la rete di distribuzione sono poco efficienti, tanto che circa il 40% dell'acqua trasportata si perde per strada." 

"Mi sembra davvero una cosa assurda...."

"Bravo! Ricordi quando ti dicevo che stiamo consumando in modo irresponsabile le risorse naturali? Questo vale anche per l'acqua. Ogni giorno estraiamo milioni di litri d'acqua dal terreno, quelle che i geologi chiamano falde acquifere, e sempre più in profondità. Così facendo i pozzi si prosciugano, causando siccità e danni ai raccolti."

"Corpo di mille meteoriti impazzite!"

"Come se non bastasse, la mancanza d'acqua fa litigare gli agricoltori e gli abitanti delle città. Le città hanno bisogno di tanta acqua e quando ce n'è poca non resta che lasciarne meno agli agricoltori. Alcuni Paesi della Terra preferiscono impiegare l'acqua per far crescere le proprie fabbriche e le proprie città e se non c'è acqua a sufficienza per l'agricoltura ... pazienza! I cereali si possono sempre comprare da qualcun altro."

"Professore, sa che non riesco a seguire il suo ragionamento?"

"Vediamo un po' come posso spiegarti la faccenda. In pratica alcune grandi società multinazionali possono approfittare della crisi dell'acqua e dei cereali per fare le loro speculazioni economiche. Ad esempio, possono aprire delle fabbriche in un paese povero, consumando tutta l'acqua a disposizione, e poi vendere lì i cereali che loro stesse hanno prodotto in un altro paese ricco, dove c'è abbondanza di acqua e l'agricoltura funziona. Oppure attendere le fasi di siccità in un paese per alzare i prezzi di vendita delle scorte di cereali che hanno accumulato in un altro..."

"Basta, basta Professore. Mi sono perso. Capisco solo che ci sono in giro un sacco di mascalzoni che approfittano dei problemi ambientali per fare soldi. E se lei non mi dà i nomi... Non me li dà?"

"Sei proprio cocciuto! Qui non ci sono supercriminali da arrestare ma solo grandi problemi complicati..."

"...Allora l'unica è cercare di sconfiggerli, questi problemi. Come possiamo fare? Senta: se ogni paese coltivasse in casa propria i cereali, con la giusta quantità di acqua, anche a costo di diminuire un po' lo sviluppo delle industrie e delle città, potrebbe migliorare le cose?"

"Guarda guarda, Capitan Saetta comincia a muovere il cervello! Certo che le cose potrebbero migliorare. Bisognerebbe evitare le soluzioni che sembrano più facili, che spesso sono quelle che fanno anche guadagnare i furbastri, e cercare una seconda via, quella che dà i risultati migliori per le generazioni future. Già, ma che te ne parlo a fare... Perché perdo tempo a dirlo a te e a tutti gli altri..."

"Mmm... questa risposta mi pare di averla già sentita. Professore, non si innervosisca! Adesso organizziamo un altro dei nostri viaggetti, così lei si distende un po' e io vedo qualche altro posto per capire che altri problemi ci sono in giro."

"Hai ragione. Sai cosa facciamo? Domani ce ne andiamo in Brasile."... continua