9. Più gradi, meno cereali

02.06.2019

Di ritorno da Haiti, i nostri amici si ritrovano nello studio del Professor Green a discutere del problema della fame nel mondo. Cosa sta succedendo? Come mai non si riesce a nutrire un miliardo di esseri umani? La Dottoressa Diana Bennet aiuta Capitan Saetta a farsi un'idea del problema.

Il Professor Green ha invitato nel suo studio la Dottoressa Bennet, direttrice del dipartimento di agronomia del Centro Ricerche, una delle più note esperte dei problemi alimentari. "Bene Diana, ti andrebbe di spiegare a Capitan Saetta qualcosa di più sul problema della fame nel mondo? È da quando siamo tornati da Port au Prince che continua a farmi domande..."

"Con piacere Teo" - la Dottoressa Bennet è gentile e sorridente e inizia a spiegare al Capitano come stanno realmente le cose. "Vede Capitan Saetta, comincio col dirle che il nostro dipartimento sta effettuando ricerche per risolvere il problema della carenza di cereali. Sappiamo che senza di essi le popolazioni dei paesi più poveri non potranno sopravvivere. Le statistiche ci dicono infatti che per ogni abitante della Terra si producono circa 300 kilogrammi di cereali ogni anno, più o meno il peso di 600 confezioni di pasta di grano duro. Ma questo purtroppo è soltanto un quantitativo medio, infatti gli abitanti dei paesi ricchi hanno a disposizione molto più di 300 chili all'anno e quelli dei paesi poveri si devono accontentare di pochi chili."

"Quindi vuol dire..." - interviene Capitan Saetta - ".. che ci sarebbero cereali per tutti ma sono distribuiti in modo... sbagliato?"

"Beh, sì, possiamo dire che è così. Fortunatamente oggi siamo riusciti a triplicare i raccolti rispetto al 1950, grazie anche all'impiego di fertilizzanti sempre più potenti, che però hanno una controindicazione in quanto contribuiscono per il sedici percento alle emissioni complessive globali di gas serra..."

"Cosa sono questi gas serra, Dottoressa?" - chiede Capitan Saetta.

"Non ora." - taglia corto il Professor Green. "Ne parleremo più avanti. Ti prego Diana, continua."

La Dottoressa Bennet riprende le sue spiegazioni. "Allora Capitano... devi sapere che a causa del rapido e costante aumento della popolazione la domanda di cereali è in continua crescita ma la produttività dei suoli si va progressivamente riducendo. In più i cereali sono contesi dalle multinazionali dell'energia, che li utilizzano per produrre i biocarburanti...".

"Carburanti? I cereali che servono alla gente per mangiare finiscono nei carburanti?!" - Sbotta Capitan Saetta. "Chi sono i responsabili di questo crimine? Si scansi Professore, parto subito alla caccia di questi delinquenti!"

"Fermo lì! Dove credi di andare?" - lo blocca lo scienziato.

"Ma Professor Green. Qui i cereali spariscono e noi dobbiamo fare qualcosa!"

"Oh, mio dio... lascia almeno che ti spieghi. Diana intendeva dire che dai cereali come il mais o la canna da zucchero si può ottenere un liquido che gli scienziati chiamano bioetanolo. Il bioetanolo può fare le cose che fa il petrolio, solo che deriva dalle piante. In un certo senso potrebbe essere una soluzione al problema del petrolio che danneggia l'ambiente."

"Ah si? E come funziona questo bioetanolo?"

"Ma quante domande! Senti un po', ne parleremo in un altro momento. Non posso spiegarti tutto e poi rischiamo di divagare. Se vuoi capire i problemi è bene che ti concentri su una cosa alla volta. La minaccia più grande al momento non è quella dei biocarburanti ma è qualcosa di ben più serio: il riscaldamento della Terra".

"Il riscaldamento... sì, è un problema di cui non abbiamo ancora parlato, intendo dire in dettaglio."

"E ne parleremo a lungo più tardi. Ora però, ascolta ancora un momento cosa ha da dirti la Dottoressa Bennet. Per favore Diana, prosegui...".

"Certo Teo" - la direttrice del dipartimento di agronomia riprende la parola. "Allora Capitan Saetta, le cose stanno così: l'aumento della temperatura della Terra a causa dell'intensificazione dell'effetto serra, crea grossi problemi ai cereali. Con il caldo arriva la siccità e i raccolti ne soffrono. Le temperature elevate riducono un'attività delle piante chiamata fotosintesi, fondamentale per l'impollinazione. Devi sapere che la fotosintesi clorofilliana è l'insieme delle reazioni durante le quali le piante verdi producono sostanze organiche a partire dall'anidride carbonica e dall'acqua, in presenza di luce. Mediante la clorofilla, l'energia solare viene trasformata in uno zucchero chiamato glucosio, essenziale per la vita della pianta e importantissimo per tutti gli esseri viventi che di quella pianta si ciberanno. La fotosintesi è il processo biologico più importante, in grado di raccogliere l'energia solare, da cui dipende la vita sulla Terra."

"Wow.. affascinante!" - esclama Capitan Saetta.

"Oltre che rallentare la fotosintesi le temperature elevate disidratano i campi. Per l'insieme di questi fattori è stato calcolato che un aumento di 1 grado centigrado della temperatura terrestre riduce del dieci percento i raccolti di cereali."

"Grazie Diana" - interviene il Professor Green. "Provo a spiegartelo meglio con un piccolo esempio alla tua portata. Se nel campo di biada del contadino la temperatura aumenta di un grado centigrado, la conseguenza sarà una riduzione del raccolto del dieci per cento. In pratica vuol dire che se dal campo fino a ieri il contadino raccoglieva dieci ceste di biada per dare da mangiare alle sue dieci mucche, con un grado in più di temperatura raccoglierà solo nove ceste, e la mucca Carolina rimarrà senza cena. Capito?"

Capitan Saetta sembra aver avuto una illuminazione. "Ecco perché il cibo scarseggia! Nei paesi sottosviluppati il caldo eccessivo distrugge i raccolti!"

"Sì ma il problema non riguarda solo i paesi sottosviluppati." - precisa il Professore. "Ti vedo perplesso. Non ci credi? Forza Capitano, ringraziamo la Dottoressa Bennet e prepariamoci."

"Dove si va?"

"Si va in trasferta, ma questa volta restiamo in Europa." ... continua