4. Estinzione? Non scherziamo!

28.04.2019

Un momento di pausa a Lago Azzurro per il Capitano e il Professore, che discutono di attività antropiche e impronta ecologica per cercare di comprendere il destino dell'umanità. Peccato che Capitan Saetta si addormenti proprio sul più bello....

I nostri amici sono rientrati al Centro Ricerche e si sono accomodati nello studio del Professor Green per riprendere le loro riflessioni sul problema della crescita della popolazione.

Il bello di essere antropici

Il Professor Green è pensierosoe si rivolge a Capitan Saetta in tono assente: "....eccoci di ritorno. Questo è il terzo viaggio che faccio a Khartoum in dieci anni e la situazione non sembra migliorare. Ma torniamo a noi. Cosa stavamo dicendo? Ah sì! Stavamo discutendo dell'effetto che farebbero altri due miliardi di individui su questo pianeta, ricordi?"

"Certo!" - conferma con prontezza il Capitano - "da otto a dieci miliardi...".

"Bene, per farti capire per bene le cose, devo parlarti delle attività antropiche."

Capitan Saetta sembra perplesso: "E cosa sarebbero, esattamente?"

"Antropico deriva da ànthropos, una parola greca che significa uomo." - Il Professore comincia a spiegare - "Quindi, se dico antropiche mi riferisco a tutte le attività fatte dall'uomo e ai loro effetti sull'ambiente naturale. Chiaro?"

"Cristallino!"

"Devi sapere" - riprende il Professor Green - "che le attività antropiche sono anche dette attività di trasformazione, perché gli esseri umani per creare un oggetto o un servizio, trasformano le materie e le risorse che hanno a disposizione. Ad esempio, gli alberi vengono trasformati in legname e poi in mobili nelle nostre case, in pavimentazioni o in carta da giornale. La sabbia può essere trasformata in vetro o in materiale da costruzione. Il ferro, l'oro, il rame vengono estratti dalle miniere, purificati e impiegati in mille usi diversi. La terra disponibile viene sfruttata per le produzioni agricole. Una grandissima quantità di animali viene allevata per uso alimentare. Gran parte dell'acqua viene impiegata per irrigare i campi e per gli usi industriali. Inoltre, le attività antropiche generano strade, città, dighe e porti e cambiano completamente le caratteristiche del territorio, che diventa sempre più artificiale."

"Insomma" - interviene Capitan Saetta - "le attività antropiche trasformano tutte le risorse naturali in qualcos'altro..:"

"Proprio così, e spesso questo qualcos'altro diventa rifiuto, cioè materia che non riesce più a svolgere la sua funzione originale e viene buttata via. La questione è grave perché dobbiamo tener conto di un dato, semplice e definitivo, che è questo: il nostro pianeta è un sistema chiuso. A parte l'energia solare, di cui ti dovrò raccontare più tardi, tutte le nostre risorse, le nostre ricchezze e i nostri progetti sono racchiusi in uno spazio molto limitato. Quello che c'è a disposizione - anche se ci sembra molto grande - sta tutto in un grumo di materia del diametro di circa 12.000 chilometri, circondato da un velo di aria e di acqua che chiamiamo biosfera perché è l'unico posto dove può esistere la vita. Tutto qui."

"E quindi?" - chiede il super-eroe sempre più interessato a capire dove vuole arrivare il Professor Green.

Impronte

"Quindi, con l'aumento degli abitanti della Terra, diventa necessario trovare un sistema per misurare quanto vengono utilizzate le risorse naturali da parte della specie umana. È quello che hanno fatto due scienziati, William Rees e Mathis Wackernagel, inventando l'impronta ecologica. L'impronta permette di calcolare la quantità di natura, come suolo o acqua, che occorre a una determinata collettività, ad esempio una nazione o una città, per far fronte ai propri consumi e smaltire i rifiuti che produce."

"E come si calcola questa quantità... di natura?" - domanda Capitan Saetta.

"Viene indicata in ettari procapite, cioè quanti ettari di territorio coltivabile consuma ciascuno di noi per mantenere il proprio stile di vita. La misura giusta, sulla base della popolazione attuale e delle terre disponibili sul pianeta, sarebbe di circa due ettari a testa. Ci sono paesi poverissimi che stanno al di sotto di questa soglia. Per esempio, il Sudan, il posto da cui abbiamo appena fatto ritorno, è a 1,3 ma tutti i paesi sviluppati stanno ben al di sopra: l'Italia è a 4,4, il Regno Unito a 4,7, gli Stati Uniti a 8,3. Vuol dire che stanno consumando più risorse di quante ce ne sono a disposizione e quindi stanno distruggendo le scorte per le generazioni future. Più aumenta la popolazione e più ingrandiamo la nostra impronta ecologica, e c'è il rischio che tra pochi anni la Terra non sia più il posto ospitale che conosciamo. Il pianeta è in pericolo! Allora, tutto chiaro fin qui?"

"Zzzzz... Come? Ah, si! Pianeta in pericolo? Cosa!? Invasori alieni? Pioggia di meteoriti? Mostri dalle profondità marine? Professor Green non abbia timore, chiunque minacci la Terra dovrà fare i conti con me!"

"Che diamine! Ma di che caspita stai blaterando! Allora non mi stai a sentire. Io sono uno scienziato, non uno scrittore di libri di fantascienza da quattro soldi!"

"Scusi Professore, deve essere colpa del viaggio in Sudan, faceva così caldo a Khartoum. Mi sono leggermente assopito mentre mi stava parlando delle attività antro.. si quelle lì insomma."

"Ascoltami bene, ammasso di muscoli senza cervello. Il motivo per cui ti ho detto che la Terra è a rischio non è gli invasori alieni o simili baggianate. In realtà abbiamo un problema molto serio legato alla crescita della popolazione. Si tratta del consumo insostenibile delle risorse naturali del pianeta."

"OK, si calmi... le risorse naturali. Sarebbe a dire?"

"Le risorse naturali sono tutte le cose che l'uomo non fabbrica ma che trova in giro per il pianeta. Sono il paesaggio, le foreste, il petrolio che zampilla facendo dei buchi nel terreno, i minerali che i minatori scavano nelle miniere. Se sul pianeta aumentiamo sempre di più e senza controllo, finiremo per consumare, consumare e ancora consumare tutto quello che la Terra ci offre."

Non di nuovo. Grazie

"E le conseguenze possono essere davvero molto gravi?"

"Mai sentito parlare di estinzione?"

"Via, Professore, adesso non esageriamo!"

"Esagerare? Forse non ti hanno detto che tutte le specie nascono, crescono e muoiono. L'estinzione non è un fenomeno eccezionale. Chiedilo ai paleontologi, quelli che studiano le specie scomparse."

"Per esempio?"

"I dinosauri!"

"Quei grossi bestioni che vivevano nella preistoria?"

"Proprio loro. Sessantacinque milioni di anni fa la scomparsa dei dinosauri potrebbe essere avvenuta a causa di cambiamenti che ne hanno reso impossibile la sopravvivenza. Noi scienziati diciamo che si è ristretta la loro nicchia ecologica, cioè l'ambiente e le risorse che avevano a disposizione. Certo, gli esseri umani hanno molte più conoscenze scientifiche e sono forse più abili nell'adattarsi ai cambiamenti. Potrebbero gestire meglio la loro nicchia ecologica ma sarebbe bene non sfidare troppo la sorte. Per questo dovrebbe preoccuparci molto il fatto che gli abitanti del pianeta continuino ad aumentare senza freni. Quando saremo dieci miliardi io conto di non essere più qui ma chi si troverà da queste parti... ne vedrà delle belle!"

"Via Professore, non sia così drammatico! Quella dei dinosauri è un'altra storia, con voi non andrà sicuramente a finire così......" - Capitan Saetta tenta di cambiare discorso - "e domani Professor Green? Domani cosa facciamo?"

"Domani partiremo per un lungo viaggio...." .... continua