13. I polmoni della Terra

14.07.2019

Quali sono i polmoni della Terra? Le grandi foreste tropicali. Respirano davvero e producono ossigeno, ma vengono tagliate con grandissima rapidità per fabbricare legname. Il Professor Green spiega alcuni concetti scientifici che sono molto meno complicati di quel che sembrano, soprattutto se nel frattempo si fa un viaggio nella foresta amazzonica

Capitan Saetta e il Professor Green sono arrivati ai confini della foresta, nella capitale dello stato brasiliano di Amazonas e si trovano nel cuore del bacino del Rio delle Amazzoni che, con i suoi affluenti, si estende in sette stati dell'America Latina: Brasile, Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador, Bolivia e Guyana. Sono atterrati a Manaus, città ricca di parchi e aree verdi, e sono saliti su una piccola imbarcazione al centro di un fiume maestoso, dove lo scienziato inizia a dare spiegazioni al supereroe. 

"Siamo venuti fin quaggiù per vedere con i nostri occhi un altro motivo per cui presto farò le valigie per un nuovo pianeta, dopo sovrappopolazione, distruzione delle risorse, carestia, siccità...".

"Ma professore, non parli sempre di disgrazie!! Questo posto è un incanto! Guardi laggiù, sulla riva: ci sono delle minuscole botteghe artigiane piene di oggetti colorati e qui intorno c'è una magnifica foresta che sembra avvolgere tutto questo fiume enorme. Anche se c'è tanta umidità e fa un caldo pazzesco, io sto benone. Adoro respirare un po' di aria pura e passeggiare in mezzo al verde. Ma non lo sente il profumo delle piante, Professore, e i suoni della foresta?"

"Li sento, li sento. Eccome se li sento. Ma aspetta prima di entusiasmarti troppo. Questo che vedi, il bacino delle Amazzoni, è un patrimonio naturale straordinario ed è fondamentale per l'equilibrio ecologico della Terra. Qui puoi trovare una grandissima varietà di forme di vita: ci sono grandi alberi come l'ebano, il mogano, il palissandro e il tek, che possono raggiungere i sessanta metri di altezza e a partire dalle loro cime, scendendo fino al suolo, si sovrappongono tanti strati di vegetazione che hanno dimensioni e aspetti diversi."

"Quante piante una diversa dall'altra!"

"Sì! Le specie vegetali sono talmente numerose che in un ettaro di foresta a volte è possibile trovare più di duecento tipi di alberi. Ci sono piante erbacee, felci, orchidee, ficus che crescono sui grandi rami degli alberi oppure si sviluppano sfruttando l'humus delle foglie in decomposizione. Tutti ammassati in un groviglio inestricabile."

"Fantastico! Ma... strano, non riesco a vedere l'erba sul terreno.."

"Al livello del suolo la quantità di luce che filtra dagli strati superiori è talmente ridotta che lo strato erbaceo non riesce a crescere."

"Come si chiama questo fiume, Professore?"

"È il Rio Negro. Lo stiamo risalendo per qualche chilometro."

"Guardi là in fondo! Ci sono delle imbarcazioni ricoperte di fiori, con la gente a bordo che canta e che balla."

"Si tratta della processione fluviale di Sao Pedro. È un po' come una festa patronale; La gente del luogo ama stare insieme e divertirsi. Ecco, siamo quasi arrivati."

"Oh... e cosa sono questi rumori sinistri? Guardi laggiù! Delle grandi macchine gialle nel cuore della foresta."

"Sono le ruspe. Stanno abbattendo gli alberi della foresta Amazzonica."

"Ma come, abbattendo... non mi ha appena detto che questa foresta è molto importante per l'ecologia del pianeta?"

"E te lo confermo. Tuttavia, l'uomo sta continuando a distruggerla in modo sistematico, tanto che ogni giorno in questa zona viene disboscata un'area dell'ampiezza di un campo da calcio. Era questo il problema di cui volevo parlarti."

"Problema? Ma questa è una ... strage! Un campo da calcio oggi, uno domani.. Qui tra pochi anni non troverete nemmeno una foglia!"

"Ebbene sì caro il mio ragazzo. Vedo che ti si è bloccata la mascella. Qualcuno è convinto che noi uomini in fondo siamo un tutt'uno con la natura. Forse è per questo che nel vedere tutti questi alberi distrutti sento una fitta al cuore."

"Può dirlo forte Professor Green, la pressione mi è salita alle stelle e ho una gran voglia di prendere a calci nel sedere i tizi che guidano quelle ruspe."

"Sono solo operai che si guadagnano la loro misera paga. I veri responsabili non sono loro."

"E allora che facciamo?"

"Per il momento niente, anzi, visto che a stare su questa barca mi è venuta la nausea ce ne torniamo in città." 

Rientrati a Manaus dopo la gita sul Rio Negro, i nostri amici fanno tappa al locale Museo di Storia Naturale, specializzato nella conservazione della natura e della cultura Amazzonica.

"Ed eccoci qui, nel museo di storia naturale." - esclama Capitan Saetta - "Che bello! Ci sono tante informazioni sulla foresta amazzonica e si parla molto anche del problema del disboscamento selvaggio. Qui dicono che per fare nuovi allevamenti e per avere legno pregiato, da vendere in tutto il mondo, gli affaristi stanno distruggendo questo paradiso con la velocità delle cavallette! Ma questo disastro riguarda anche le altre grandi foreste del pianeta?"

"Proprio così. Tutte le foreste pluviali sono a rischio. Dal Borneo alla Nuova Guinea, dalle Filippine al Congo. Andiamo a bere un caffè al bar del Museo che ti spiego meglio".

Seduti ad un tavolino del bar, riprendono le spiegazioni del Professor Green. "Vedi Capitano, il mio laboratorio ha recentemente completato le misurazioni della grandezza delle principali foreste del pianeta ed è arrivata una bruttissima sorpresa. Cento anni fa le foreste del pianeta Terra misuravano 5 miliardi di ettari.."

"Quanti?!"

"Cinque miliardi di ettari, che corrispondono a 50 milioni di chilometri quadrati, 160 volte la superficie di un Paese come l'Italia."

"Accipicchia.."

"Bene! Sulla base delle nostre ricerche ti posso confermare che oggi misurano solo 4 miliardi di ettari. Mentre siamo qui a chiacchierare, gli allevamenti di bovini continuano a distruggere un ettaro di Amazzonia ogni 18 secondi. Non è tutto. I dati a nostra disposizione rivelano che alcune delle fattorie responsabili della deforestazione utilizzano forme illegali di lavoro ed occupano riserve indigene. In Brasile, nel 2008, hanno scoperto e liberato circa 3000 nuovi schiavi che lavoravano in decine di aziende zootecniche dell'Amazzonia. La mia équipe sta collaborando con il governo locale per introdurre leggi contro la distruzione sistematica delle foreste, ma gli interessi economici in gioco sono sempre più forti e ogni giorno che passa l'impresa mi sembra sempre più disperata."

"Professore, se non ho sbagliato a fare i conti, vuol dire che in soli cento anni se ne è andato un miliardo di ettari! E dove lo hanno messo tutto questo legno?"

"Non scordarti mai che sul pianeta Terra vivono più di sette miliardi di persone che hanno sempre più bisogno di spazio per le città, per i pascoli e per i campi coltivati. E così tagliamo sempre più alberi, anche perché la legna ci serve per fabbricare prodotti come la carta, i mobili e le case oppure, specialmente nei paesi più poveri, per riscaldarsi e per cucinare."

"Ecco allora come spariscono gli alberi! Per una ragione o per l'altra li tagliano tutti, sia i ricchi che i poveri!"

"Proprio così. Ogni anno che passa diminuiscono le foreste. Questo fenomeno si chiama deforestazione ed è un problema molto serio. Dai, torniamo a visitare qualche sala, così posso spiegarti meglio con qualche esempio." ... continua